È urgente intervenire!

Quello che vedo come insegnante – e che ogni anno mi preoccupa di più — è l'aumento costante di studenti disinteressati, demotivati e ansiosi ma anche rabbiosi e ostili. Il loro stato emotivo non è causato direttamente dalla scuola, ma il modo in cui il sistema scuola è organizzato e il modo in cui molti docenti si relazionano a questi segnali risulta spesso poco adeguato.

Gli studenti chiedono di essere considerati, ascoltati, valorizzati per ciò che sono, non solo per ciò che producono. E invece, troppo spesso, la scuola resta ancorata a un modello trasmissivo, dove le conoscenze passano dall'esterno all'interno dello studente e poi vengono valutate solo se riescono a uscire esattamente come sono entrate.
Ma oggi educare non può più essere questo!

Viviamo in un mondo in continuo cambiamento. Formare i giovani oggi significa renderli capaci di adattarsi, di affrontare l'incertezza, di stare in piedi con le proprie risorse, con consapevolezza e fiducia.
Per farlo, serve un adulto vero davanti a loro: presente, empatico, fermo ma accogliente, capace di ascoltare, di accompagnare nell'errore e di calibrare con sensibilità gli ostacoli. Serve qualcuno che dia feedback chiari e puntuali, che faccia sentire ogni studente visto.

Questa è l'arte dell'insegnare: creare relazioni di fiducia.
Una relazione significativa, in cui il docente è guida autorevole, sostegno, specchio neutro. Non giudica, non abbandona, non impone la propria visione, ma ascolta, entra in empatia, si interessa sinceramente all'altro.

E tutto questo non richiede più tempo né più preparazione per noi insegnanti.
Richiede un lavoro diverso: un lavoro su di sé, che ci aiuti a migliorare la qualità delle nostre relazioni, ad essere più in contatto con noi stessi, a ritrovare senso e motivazione.

La formazione, quella vera, non può essere solo tecnologica o metodologica. I corsi sulle competenze digitali o altri corsi sono utili, certo. Ma senza relazione, senza ascolto, senza emozioni positive, tutto questo non basta.
Le neuroscienze sono chiare: si impara meglio se si è emotivamente coinvolti.

E non basta neanche a migliorare la salute di quelli che la scuola la fanno, gli insegnanti. Vedo  sempre più spesso colleghi in difficoltà: stressati, nervosi, demotivati, talvolta arrabbiati. È un malessere silenzioso, ma diffuso.

E quando un docente sta male, inevitabilmente, anche la scuola ne risente

Per questo sto lavorando ad un progetto che mira a proporre percorsi formativi dinamici ed esperienziali, centrato sulla consapevolezza comunicativa e sull'intelligenza emotiva necessaria all'insegnante in classe, con l'obiettivo di migliorare l'apprendimento degli studenti e la soddisfazione personale dei docenti.

Il percorso prevede una fase di formazione in gruppo, durante la quale si esploreranno le connessioni tra relazione, comunicazione e apprendimento, con particolare attenzione al benessere emotivo di studenti e docenti.
Attraverso attività dinamiche e riflessioni guidate, i partecipanti saranno accompagnati a sviluppare maggiore consapevolezza del proprio stile comunicativo e ad adottare strategie inclusive e personalizzate nella pratica didattica.

Una fase di formazione peer to peer individuale, un affiancamento in classe, discreto e rispettoso. Entro nell'aula accanto ai docenti che desiderano mettersi in gioco, senza interferire: ascolto con attenzione e delicatezza. Poi, fuori dall'aula, condividiamo osservazioni, dinamiche, spunti su modalità relazionali e criticità.
È come avere al proprio fianco un amico competente, che guarda senza giudicare e offre suggerimenti mirati, con sensibilità e riservatezza.

Questo progetto è pensato per i docenti, per il loro benessere.
Ma anche per gli studenti.
E per la scuola, che ha bisogno di ripartire dalle persone.

È un'occasione per fermarsi, riflettere e ricominciare a educare, partendo da sé.

Se vuoi saperne di più o proporre il progetto nella tua scuola, scrivimi.
Ti ascolto

Monia Donadon – docente, formatrice, ascoltatrice attenta.

Scrivimi cosa ne pensi!

MoniaDonadon

Monia Donadon

Ti sostengo in un percorso di affiancamento per ritrovare equilibrio e soddisfazione